Gli appuntamenti della settimana

di Luca Mattei

Christmas Time a Mirabilandia

Porta d’ingresso a Christmas Time di Mirabilandia ©Giorgio Salvatori

Dall’8 dicembre il parco di Mirabilandia a Ravenna si trasforma in una favola natalizia. Ad accogliere tutti c’è Babbo Natale, nella cui casetta di legno i più piccoli possono consegnare la letterina con la lista dei doni. Per tutta la famiglia gli show Un bisbetico a Natale, storia di un brontolone invidioso di gioia, almeno in apparenza, e Merry Woof!, l’avventura di tre cani guidati da Adrian Stoica, tra i più noti dog trainer. Imperdibile La Terra delle nevi eterne, l’area allestita come un mondo fiabesco vissuto da pinguini, orsi, principesse e fate, all’interno della quale si possono trovare anche uno snow park e una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Renne, foche e altre creature antartiche sono invece gli abitanti del Regno dei Cristalli, un percorso suggestivo tra paesaggi polari. Ogni giornata al parco, aperto anche il 16 e 23 dicembre e dal 26 dicembre al 6 gennaio 2019, si conclude con una speciale parata sulle note delle classiche canzoni natalizie. E per i possessori di CartaFRECCIA doppia festa con una promo speciale.

Music in Italy

Måneskin ©Matteo Bazzi/Ansa

Dal treno al palco il viaggio è sempre piacevole. Si parte il 6 dicembre con il fenomeno del momento, i Måneskin al Gran Teatro Morato di Brescia. Ancora rock, più alternative, con Le Luci della Centrale Elettrica il 7 all’Auditorium Parco della Musica di Roma e il 10 all’Auditorium di Milano. Il 7 è la volta del folk con Bandabardò al Nelson Mandela Forum di Firenze e del rap con Ernia al Locomotiv Club di Bologna e Piotta all’Hiroshima Mon Amour di Torino. Tra i compositori italiani un trio delle meraviglie: Ludovico Einaudi l’8 e 9 al Teatro Dal Verme di Milano, The Legend Of Morricone l’8 al Colosseo di Torino e Giovanni Allevi il 12 al Civico di La Spezia. Mario Biondi è all’Ariston di Sanremo l’8 e al Colosseo di Torino il 12. Infine voci d’altri tempi con Angelo Branduardi il 7 al Cinecity di Lignano Sabbiadoro (UD) e Dodi Battaglia il 12 al Nazionale di Milano.

Britmania a Napoli

Gilbert&George, London shadow (2009) ©Gilbert&George

Negli anni ’90 Londra era la città più cool del mondo: nella musica con il Britpop di Spice Girls, Blur e Oasis; nella letteratura con Irvine Welsh e Hanif Kureishi; nella moda con Kate Moss e Alexander McQueen. E ovviamente nell’arte, grazie all’ultima scuola europea che si presenta unita e compatta, la Cool Britannia. A Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli è di scena, fino al 20 gennaio 2019, la mostra London Shadow, dedicata a quel periodo rivoluzionario, con 23 opere di 16 artisti, tra cui Damien Hirst, Marc Quinn e Julian Opie, che riassumono tensioni, ambiguità e vitalismo della cultura inglese, le cui contaminazioni arrivano fino ai tempi più recenti. Tanto che a suggerire il nome dell’esposizione è un quadro del 2009 del duo pungente Gilbert&George, ispirato da una City che, nonostante gli attacchi terroristici del 2005, è sempre più crogiolo di fantasmi ma allo stesso tempo di vita e successo.

Sipario aperto a Viterbo

Eugenio Allegri in Novecento

Al via la nuova stagione 2018-2019 del Teatro Caffeina di Viterbo. Il 9 dicembre Eugenio Allegri porta in scena, con la regia di Gabriele Vacis, Novecento, il celebre monologo di Alessandro Baricco che, dal debutto di 24 anni fa, ha collezionato oltre 500 repliche. Resa ancora più epica e nota al grande pubblico grazie alla riproduzione cinematografica di Giuseppe Tornatore, nel film La leggenda del pianista sull’oceano, questa storia continua a emozionare ancora oggi: il protagonista, Novecento, abbandonato dai genitori su una nave a cavallo tra le due guerre mondiali, vi resta tutta la vita senza mai trovare il coraggio di toccare terra, ma imparando a cogliere dai racconti dei viaggiatori l’anima del mondo per tradurla in jazz attraverso i tasti del suo pianoforte. Il 29 dicembre il Caffeina chiude l’anno con La gente di Cerami, i racconti brevi di Vincenzo Cerami interpretati da Massimo Wertmüller e Anna Ferruzzo, con musiche originali di Nicola Piovani.

Arte primitiva nella Capitale

Joan Miró, Personatge i ocell (1968) Photo Claude Germain ©Successió Miró, by SIAE 2018

Alla fine dell’800 la scoperta delle culture non occidentali stimola i grandi scultori del secolo successivo, che abbandonano l’adesione alla forma classica in favore di linguaggi espressivi più personali. Tra le 80 opere esposte nella mostra Il Primitivismo nella scultura del Novecento, alle Terme di Diocleziano di Roma fino al 20 gennaio 2019, si possono ammirare produzioni di rinomati maestri, come Pablo Picasso, Jean Arp, Georges Braque e Lucio Fontana, alternate a capolavori di arte etnica e precolombiana. L’esposizione è un viaggio all’interno di cinque aree tematiche: L’infanzia dell’essere, sulla concezione della scultura come atto ancestrale; La visione e il sogno, sull’esplorazione dell’inconscio; Il mondo magico, sul rapporto fra medium, mito e tecnica; Amore e morte, sulla dicotomia creazione-distruzione; Il visibile e l’invisibile, sulle ricerche inerenti l’ambiguo e l’ignoto.

NOTE 29 del 6 dicembre 2018