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Otman, macchinista dei treni regionali

«Inizia la rivoluzione tecnologica dei Rock e Pop»

di Alessio Giobbi

Otman, 24 anni, macchinista della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia in Emilia-Romagna, dove venerdì 14 giugno i primi Rock e Pop partono per il viaggio inaugurale da Piacenza e da Rimini alla volta di Bologna. Un ferroviere di nuova generazione per una nuova generazione di treni.

Come sei diventato macchinista?
Tutto è partito da una candidatura spontanea su web presentata nel 2014. Nel 2016, poi, sono stato convocato per la selezione, dopodiché è iniziato l’iter per l’assunzione. Ho ricevuto una formazione di circa sette mesi prima di avere l’abilitazione, poco più di due anni fa, a guidare sia i Rock e i Pop, sia i Regionali a trazione elettrica. Di solito viaggio sulla Bologna-Milano, ma percorro anche le linee verso Ancona, Venezia e Verona.

Hai vissuto in pieno l’avvento dei nuovi treni?
Da giovane macchinista ho avuto la fortuna di vivere la rivoluzione tecnologica che il trasporto regionale si appresta a realizzare. Nell’arco di pochi anni mi sono ritrovato a guidare sia i treni tradizionali che i nuovi Rock e Pop, che a breve sostituiranno la quasi totalità della flotta dell’Emilia-Romagna.

Da addetto ai lavori, cosa ti piace di più di questi nuovi mezzi?
Senza dubbio la telediagnostica: un sistema che consente di individuare preventivamente, e a distanza, eventuali problemi che potrebbero causare guasti al treno. Si tratta di uno dei molteplici elementi presenti sui nuovi convogli che garantiscono ed elevano il comfort di viaggio per i passeggeri e sono un importante supporto tecnologico per noi macchinisti.

Quanto è importante il lavoro di squadra?
Gioca senz’altro un ruolo fondamentale, soprattutto per l’aspetto che riguarda il passaggio di consegne e la trasmissione di conoscenze che i macchinisti più esperti forniscono a noi più giovani. In pochissimo tempo ho imparato a vivere quel senso di appartenenza che contraddistingue la grande famiglia dei ferrovieri, insieme alla grande responsabilità e all’attenzione al particolare prima, durante e dopo il viaggio.

Hai qualche aneddoto da raccontare, una curiosità?
Dall’esperienza di lavoro e dei corsi di formazione sono nate due piccole squadre di calcio di colleghi che spesso si incontrano nel tempo libero per sfidarsi a pallone: naturalmente macchinisti contro capitreno. Una situazione che si è creata anche per il piacere di conoscersi meglio con i tanti neoassunti arrivati nella mia Direzione negli ultimi tempi.

NOTE 22 del 13 giugno 2019