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Azzurrini d’Europa

In Italia gli Europei Under 21. Quasi 30 anni dopo i Mondiali del ‘90

Lo stadio Friuli di Udine/Cover La Nazionale italiana Under 21 in occasione dell’amichevole con l’Austria allo stadio Nereo Rocco di Trieste il 21 marzo 2019 © Paola Garbuio-LaPresse

di Luca Mattei

Roma, 8 luglio 1990. L’ultima volta in cui si è disputata in Italia una gara di calcio tra Nazionali valida per una competizione internazionale. Il match all’Olimpico tra Argentina e Germania Ovest per i Mondiali è l’atto finale di quelle notti magiche cantate in Un’estate italiana da Gianna Nannini ed Edoardo Bennato che hanno tenuto attaccati al televisore o sugli spalti milioni di appassionati del pallone.
Da allora molto è cambiato. I giocatori indossano maglie su cui è stampato il loro cognome e non solo il numero. I tedeschi si sono uniti. E alcuni Paesi addirittura non esistono più, come URSS, Cecoslovacchia e Jugoslavia.
Sono trascorsi 29 anni e finalmente nel Belpaese si torna a respirare aria di sfide cosmopolite. La Uefa ha incaricato la Figc di organizzare gli Europei Under 21, in programma dal 16 al 30 giugno tra Emilia-Romagna, San Marino e Friuli-Venezia Giulia.
Un’occasione di rilancio per lo Stivale anche al di fuori dell’ambito sportivo. «Vorremmo si riconoscesse la nostra capacità di organizzare grandi eventi», conferma Alessandro Costacurta, presidente del comitato organizzatore degli Europei. «E soprattutto vorremmo esaltare le eccellenze del territorio, dal cibo al vino, dai motori al benessere. Oltre che il turismo sulle coste romagnole, friulane e giuliane, tra le più divertenti e ospitali d’Italia».
Insomma, mettersi in viaggio verso le città che ospitano il torneo, casomai a bordo dei comodi ed ecologici treni regionali, può essere allettante per tutti, uomini, donne, famiglie, bambini, giovani e anziani, persino per coloro che non hanno il pallino del calcio.
La prima tappa è il piazzale Atleti azzurri d’Italia a Reggio Emilia. Qui il 16 alle 18:30 lo stadio Città del Tricolore ospita l’incontro inaugurale tra Polonia e Belgio, due dei quattro team che compongono il girone A. Gli altri due sono i protagonisti dell’appuntamento più atteso della domenica: al Dall’Ara di Bologna l’Italia fa il suo esordio contro la Spagna alle 21. Per continuare a seguire il percorso degli Azzurrini conviene restare in città: il 19 calcano di nuovo l’erba felsinea per vedersela contro la Polonia. Solo per l’ultima prova della fase a gironi il 22 si cambia destinazione: mentre nella Città delle due Torri si sfidano Spagna e Polonia, i ragazzi allenati da Gigi Di Biagio pensano al Belgio nel campo di Reggio Emilia, dove il 19 i Diavoli rossi hanno già incontrato gli iberici.
Restando in Emilia-Romagna, si possono vedere le squadre del girone C. Sosta obbligatoria allo stadio Manuzzi, nell’area La Fiorita di Cesena. Si parte il 18 con Inghilterra-Francia, poi il 21 di nuovo i britannici contro la Romania, che il 24 affronta la Francia. Il quadro si chiude spostandosi “all’estero”: il piccolo San Marino Stadium di Serravalle diventa casa della Croazia, che qui affronta i romeni il 18, i transalpini il 21, gli inglesi il 24.
Regno del girone B è invece il Friuli-Venezia Giulia. Lo stadio Nereo Rocco si tinge sempre con i colori della Serbia che sfida l’Austria il 17, la Germania il 20 e la Danimarca il 23. Ultima città che completa il programma è Udine, teatro non solo di Germania-Danimarca il 17, Danimarca-Austria il 20 e Austria-Germania il 23, ma soprattutto dell’ultima gara degli Europei, la finale del 30 giugno.
Si arriva a fine mese con le quattro semifinaliste, che il 27 a Bologna e Cesena si giocano l’accesso al big match, consapevoli di avere già un premio in tasca: sono qualificate automaticamente ai Giochi olimpici 2020 di Tokyo.
Qualunque sarà la Nazionale ad alzare la coppa, la vera festa resterà sempre e comunque quella dei tifosi. L’approccio negli stadi è in fondo il vero banco di prova della Figc che per l’occasione ha ideato un’iniziativa volta a cambiare la cultura sportiva. «In collaborazione con il Miur – spiega Costacurta –  abbiamo proposto a tutte le scuole italiane il progetto #TIFIAMOEUROPA, declinato sui social con il profilo We Are Yourope, invitandole ad adottare in quest’anno scolastico una delle 11 nazioni finaliste, studiandone storia, bandiera, usanze. Per accoglierla poi dagli spalti in una cornice di rispetto e festa, fischiettandone l’inno. Ci piacerebbe che gli Europei fossero occasione di crescita anche culturale».

NOTE 22 del 13 giugno 2019