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Siena in musica

Il maestro Nicola Sani racconta il Chigiana International Festival & Summer Academy

©Roberto Testi

di Sandra Gesualdi

Siena è uno scrigno di storia e cultura e meta per un viaggio in ogni stagione. Nei mesi estivi, tuttavia, alla bellezza dell’arte si somma quella della musica e la Città del Palio si trasforma in un grande palco diffuso, per quasi due mesi. Fino al 31 agosto, infatti, ospita la quinta edizione del Chigiana International Festival & Summer Academy 2019 nel centro storico e in alcune perle del territorio incastonate nel paesaggio toscano attorno alla città.
«Come esiste un’ecologia ambientale, ce n’è anche una musicale». Parola di Nicola Sani, direttore artistico del festival che racconta le novità di questa edizione. Dopo il tema della luce e quello del tempo, il fil rouge che si snoda nei due mesi di cartellone è proprio la natura. «Out of Nature è il titolo della manifestazione», precisa Sani. Fuori, oltre, lontano dalla natura. Molti i significati che indicano i rapporti che si creano quando la natura incontra l’arte. La musica come spazio di trasformazione del mondo e il creato come zona fertile e privilegiata in cui le melodie si sviluppano». Non è un caso se per l’overture dello scorso 6 luglio, al Teatro dei Rinnovati in piazza del Campo, Sani abbia scelto proprio la Sinfonia n. 6 Pastorale di Beethoven. Oltre 60 le esibizioni in programma, con spettacoli esclusivi e grandi star internazionali accanto a giovani talenti al loro debutto, per uno dei festival più antichi d’Italia e d’Europa che, da quando è plasmato dall’eclettico e instancabile Sani, ha un passo nuovo. «Una straordinaria scommessa», racconta con una punta d’orgoglio, «ho voluto dare a un’accademia storica una proiezione sull’oggi. Il passato, pur blasonato e importante, non bastava più, occorreva confrontarsi con il contemporaneo. Oggi abbiamo una Chigiana nuova, rinvigorita e dinamica e in questi anni il pubblico, anche internazionale, è quintuplicato. A Siena arrivano tantissimi grandi inter­preti, compresi talentuosi junior.
Un viaggio nel tempo tra note e motivi: «Dalle antiche polifonie che riecheg­geranno nelle cattedrali della città fino alle sperimentazioni delle avanguardie. E dopo Kurtág, Sciarrino e Stockhausen, quest’anno dedichiamo ampio appro­fondimento a Iannis Xenakis, architetto, ingegnere e tra i primi a unire la sperimentazione compositiva ai temi am­bientali. Le sue meravigliose partiture sono proprio riletture dell’universo». Sa­ranno eseguite alcune delle sue opere più note (il 19 luglio Schubert con il violino di Boris Belkin), acustiche ed elettroniche, e in scaletta c’è anche un progetto teatra­le dedicato a lui, John Cage e Giacinto Scelsi, su testi tratti dal De rerum natura di Lucrezio (domenica 28).
Un programma ricchissimo quello stila­to da Sani, due mesi con più appunta­menti al giorno. Da non perdere le creazioni con live electronics di Gene Coleman, Nicola Bernar­dini (lunedì 22) e, in prima italiana, la serata dedicata all'emergente Bruno Letort (12 agosto) e la perfor­mance di Kassel Jaeger (31 agosto), solo per citarne alcuni. Straordinario l'ensemble che in­terpreta l'Ottetto di Schubert (19 luglio), con quat­tro solisti internazionali accompagnati da giovani musicisti della Chigiana».
Il repertorio è anche un invito a frequen­tare e riscoprire luoghi di bellezza con­clamata, come l’abbazia a cielo aperto di San Galgano, dov’è atteso il violinista Boris Belkin (martedì 23), o il suggestivo chiostro medievale di Torri a Sovicille, che ospi­ta David Krakauer (martedì 30) in duo con la pianista Kathleen Taag, per un cartellone di musica classica e tradizione ebraica po­polare klezmer. «Il modello Chigiana», ci tiene a sottolineare il direttore, «è un grande laboratorio che spazia dal ba­rocco al contemporaneo, e i concerti del festival sono tutte produzioni dell’Acca­demia in cui i grandi compositori mon­diali lavorano con gli allievi dei corsi. Un’imperdibile occasione per nuovi talenti di esordire in un contesto ampio dove prassi didattiche e formative innovative diventano spettacolo dal vivo. I migliori direttori d’orchestra, come Zubin Mehta, Claudio Abbado e Daniel Barenboim, hanno frequentato la Chigiana. Oggi il corso è tenuto da Daniele Gatti».
Mae­stro, è soddisfatto? «Molto, la musica è un fattore determinante per il progresso dell’umanità e anche per un pianeta più ecologico. Migliora la convivenza e la comunicazione tra i popoli». Nietzsche affermò che, senza, la vita sarebbe un errore.

 Le note consigliate di Nicola Sani, compositore, direttore artistico dell’Accademia Chigiana:

Ludwig van Beethoven, Sinfonia n° 6 Pastorale, Orchestre National de France, direttore Daniele Gatti
Glenn Miller & His Orchestra, Moonlight Serenade
Manu Delago, The Silent Flight of the Owl

NOTE 26 del 19 luglio 2019